Perché i biologici costano così tanto?
I farmaci biologici non sono come i normali farmaci che prendi in pastiglia. Sono prodotti da cellule viventi - batteri, lieviti, cellule animali - e la loro struttura è estremamente complessa. Immagina di dover replicare un orologio svizzero fatto di migliaia di pezzi microscopici, invece di una semplice chiave. Questa complessità rende la produzione costosa, lenta e difficile da riprodurre esattamente. Ecco perché un solo anno di trattamento con un biologico come Humira può costare fino a $80.000 negli Stati Uniti.
Non sono pochi pazienti a usarli: questi farmaci trattano malattie gravi come il cancro, l’artrite reumatoide, il morbo di Crohn e la psoriasi. Anche se rappresentano solo il 5% delle prescrizioni negli USA, assorbono più della metà (51%) di tutto il denaro speso in farmaci. Questo li rende il principale driver dei costi sanitari. E finché non ci sono alternative, i pazienti e i sistemi sanitari pagano un prezzo altissimo.
Cosa sono i biosimilari?
I biosimilari non sono “generici” nel senso tradizionale. I generici dei farmaci chimici sono identici alla versione di marca. I biosimilari, invece, sono “altissimamente simili” - ma non identici. Perché? Perché non puoi copiare esattamente una cellula viva. Ogni lotto di produzione ha piccole variazioni. Ma non è un problema: la FDA ha dimostrato che i biosimilari approvati hanno la stessa efficacia, sicurezza e dosaggio dei biologici di marca. Non sono “versioni economiche povere”. Sono versioni affidabili, testate, e approvate da agenzie sanitarie rigorose.
Il primo biosimilare approvato negli USA è stato Zarxio, nel 2015. Da allora, ne sono stati approvati 76 (dato settembre 2025). Sembra tanti? In realtà, su circa 600 biologici in commercio, solo una piccola parte ha un biosimilare disponibile. C’è molto spazio per crescere.
Quanto costano davvero?
La differenza di prezzo è impressionante. Nel primo semestre del 2025, un trattamento mensile di un biologico di marca costava in media $2.104. Lo stesso trattamento con il biosimilare costava $919. Una riduzione del 56,3%. Non è un’eccezione: l’analisi di DrugPatentWatch del 2025 mostra che i biosimilari partono con uno sconto medio del 50% rispetto al prezzo di listino.
Ma il vero vantaggio non è solo il prezzo iniziale. Quando un biosimilare entra in mercato, anche il biologico di marca deve abbassare i prezzi per restare competitivo. E lo fa. Dopo l’ingresso dei biosimilari, i prezzi dei biologici di marca scendono in media del 25-33%. È un effetto a catena: più concorrenza, meno prezzi gonfiati.
Prendi Humira. Nel 2022, ha generato $21,2 miliardi di vendite globali. Quando i brevetti sono scaduti nel 2023, i biosimilari sono entrati in massa. Oggi, coprono il 65% del mercato. Sandoz, con il suo Hyrimoz, ha già il 14% di quote. E il prezzo? Sotto l’80% rispetto al prezzo originale. Questo non è un’ipotesi: è la realtà dei fatti.
Quanto hanno risparmiato finora?
Dal 2015, i biosimilari hanno generato tra i $36 e i $56 miliardi di risparmi per il sistema sanitario americano. Il dato più affidabile, secondo l’AAM (Association for Accessible Medicines), è che nel solo 2024 sono stati risparmiati $20 miliardi. E questo è solo l’inizio.
Se guardi all’intero panorama dei farmaci generici e biosimilari, il risparmio complessivo nel 2023 è stato di $445 miliardi. Per dieci anni, il totale supera i $3,1 trilioni. Eppure, questi farmaci rappresentano il 90% delle prescrizioni, ma solo il 13% della spesa totale. È un sistema che funziona - se lo lasci funzionare.
Perché i biosimilari non sono più diffusi?
Se sono più economici e ugualmente efficaci, perché non li usiamo tutti? Perché qualcuno non vuole che lo facciamo.
Le aziende che producono i biologici di marca hanno sviluppato una serie di strategie per bloccare i biosimilari. Una delle più comuni è il “patent thicket”: depositano centinaia di brevetti secondari su dettagli minimi - un processo di produzione, un tipo di confezione, un intervallo di dosaggio - per creare una rete di protezioni legali che ritardano l’ingresso dei concorrenti per anni.
Le compagnie di gestione dei farmaci (PBMs) fanno la loro parte. Invece di premiare i biosimilari più economici, spesso preferiscono quelli con gli sconti più alti da parte dei produttori di marca. È un sistema chiamato “rebate wall”: il farmaco più costoso vince perché dà un rimborso più grande alla PBM, non perché fa meglio il suo lavoro.
Un altro ostacolo? Il costo di sviluppo. Creare un biosimilare costa tra $100 e $250 milioni. È meno di un nuovo biologico, ma ancora troppo per molte piccole aziende. E senza concorrenza, i prezzi non scendono.
Cosa sta cambiando nel 2026?
Le cose stanno iniziando a muoversi. La FDA ha pubblicato nuove linee guida nel settembre 2025 per semplificare i test clinici, ridurre la durata e il costo dello sviluppo. L’obiettivo è chiaro: far arrivare più biosimilari sul mercato più velocemente.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha lanciato il “Biosimilars Action Plan”, un piano governativo per rimuovere gli ostacoli all’accesso. Tra le misure: incoraggiare le assicurazioni a coprire i biosimilari senza barriere, e premiare i medici che li prescrivono.
Analisti di Evaluate Pharma prevedono che entro il 2030, i biosimilari raggiungeranno il 35-40% del mercato dei biologici. Se questo accade, i risparmi annuali potrebbero superare i $125 miliardi. È un numero che potrebbe cambiare la vita a milioni di persone.
Cosa puoi fare tu?
Se sei un paziente che prende un biologico, chiedi al tuo medico: “C’è un biosimilare disponibile per me?”. Non è una domanda da fare solo per risparmiare. È una domanda per assicurarti di avere la stessa cura, a un prezzo giusto.
Se sei un medico, prescrivi il biosimilare quando è disponibile. Non aspettare che il paziente chieda. Spiega che non è una “versione economica”, ma un farmaco approvato con la stessa efficacia.
Se sei un assicuratore o un gestore di farmaci, scegli i biosimilari come prima opzione. Non lasciare che i rebate nascondano il vero costo. Il risparmio non è un’opzione: è un obbligo etico.
Il futuro dei farmaci biologici
Non si tratta solo di soldi. Si tratta di accesso. Se un paziente con artrite reumatoide non può permettersi il trattamento, non è un problema di scelta. È un problema di sistema. I biosimilari non sono un’alternativa. Sono la soluzione.
La tecnologia c’è. I dati c’è. La scienza c’è. Quello che manca è la volontà politica e commerciale di farli diventare la norma, non l’eccezione. Ma i segnali sono positivi. E con ogni nuovo biosimilare che entra in mercato, il prezzo di un trattamento diventa più vicino a ciò che dovrebbe essere: accessibile, dignitoso, e giusto.
I biosimilari sono sicuri quanto i biologici di marca?
Sì. Tutti i biosimilari approvati dalla FDA devono dimostrare di avere la stessa efficacia, sicurezza e dosaggio del farmaco di riferimento. Non sono versioni “più deboli”. Sono testati su migliaia di pazienti e monitorati dopo l’immissione in commercio. La FDA li considera altrettanto affidabili.
Perché il mio medico non mi propone un biosimilare?
A volte perché non ne conosce la disponibilità. Altre volte perché il sistema di rimborso favorisce i farmaci di marca. In molti casi, non è una scelta medica, ma una scelta di sistema. Chiedi sempre se esiste un biosimilare: è il tuo diritto.
I biosimilari sono disponibili in Italia?
Sì. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato diversi biosimilari per l’uso in Italia, tra cui versioni di Humira, Enbrel e Remicade. Sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale e spesso costano la metà del farmaco originale. La disponibilità varia per malattia e regione, ma sono sempre più comuni.
Quanto tempo ci vuole perché un biosimilare arrivi sul mercato dopo la scadenza del brevetto?
In teoria, subito. Ma in pratica, le aziende di marca usano brevetti secondari per ritardare l’ingresso. In media, ci vogliono 2-5 anni dalla scadenza del brevetto principale. Negli USA, dopo l’entrata in vigore delle nuove regole FDA nel 2025, si prevede che questo tempo si ridurrà a 1-2 anni.
I biosimilari sono coperti dall’assicurazione?
Sì, nella maggior parte dei casi. Ma alcune assicurazioni o PBMs preferiscono farmaci di marca per via dei rimborsi. Controlla sempre la tua copertura. Se il biosimilare è più economico e approvato, hai diritto a sceglierlo. Se ti viene negato, puoi fare ricorso.
I biosimilari possono sostituire tutti i biologici?
No. Non tutti i biologici hanno un biosimilare disponibile. Solo quelli con brevetto scaduto e con una produzione abbastanza standardizzata possono essere replicati. Ma per i principali farmaci - come quelli per artrite, cancro e malattie infiammatorie - i biosimilari sono già disponibili o in arrivo entro il 2027.
Camilla Scardigno
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